Il Comitato Giovani Veneti all’Estero è espressione concreta della volontà dei giovani di origine veneta sia di essere componenti attivi nella promozione del “Sistema Veneto” presso le rispettive realtà estere che di proporsi come organo di rappresentanza istituzionale e si pone come obiettivo primario lo sviluppo di iniziative bilaterali che portino benefici socio-economici-culturali reali e duraturi.

I° Incontro Giovani Veneti all’Estero (2006)

L’INCONTRO, UN AMICO IN DIECI GIORNI
Era un pomeriggio strano, facceva  caldo ed era principio di ottobre, usualmente a questa epoca gia ci sono i maglioni e le ombrelle fuori che lotano con le variante climatologiche, ero pena scesso dal treno alla stazione di Rovigo, dove mi reccherei al’Incontro. Un incontro che é stato organizato d’un amico mio che non vedevo ormai d’un anno. Questo incontro segnifica molto per me e  per quelli amici da Bento Gonçalvez e incontrerei in poche ore; chissa cosa verra fuori! Andrea ed io abbiamo tante spetative, gia avevamo parlato sú di questo prima che ognuno partise dall suo paese, ero lietto di  vederala, anche alla luisa.

ROVIGO-4

Miei sentimenti cominciavano a sfiorire, percui o deciso di accendere una sigarretta lá stesso nel binario, tanto somo in anticipo, c’é né qualche minuto fino che Marco mi venise a prendere; doppo un pó la sigarretta stava facendo efetto, ero piu calmo. Va bene! Andiamo!, ci sara una settima ocupata davanti me, mi son detto. Ma, la veritá era che quella settimana sarebbe molto piu faticosa di quello che m’imaginavo.

Salendo della stazione, trovai Marco parcheggiano il furgone, vedo che scende con un ragazzo magro, mi son domandato chi sara lui? Non, mero ancora adeguato alla idea che avrei trascorso una settimana con gente strana, mai vista! Ci siamo salutati, e ma detto che l’atra persona era Alex del’Australia.

Nel furgone Marco ed io abbiamo parlato e scambiato idee sul’incontro, siamo stati a parlare quasi tutto il traggeto, ma Alex, soltanto a detto qualche parola. Bene o pensato, tra di me, se la settima di lavoro si svolge con gente muta, sara un  lavoro faccile; ma che lontano ero dalla veritá. Doppo un ora, circa, siamo arrivati a un posto sperduto nella campagna, chiamato Ca’Cappella, Frazzione di Porto Viro, Provincia di Rovigo, in soma, là nel delta del Po.  La costruzzione era semplice, era stata una vecchia scuola, ma veva detto Marco, che i Polesani nel Mondo hanno comperato e ristaurato per la sua sede. Ci sono cuarto camere da letto con bagno, un apartamento per i custodi nel primo piano, e nel piano terreno ci si trova la cucina, la sala pranzo, l’ufficio, un salotto di conference, bagni, ed un vestibolo amplio. La costruzzione si recai molto comoda, mano a mano che la usavamo. Doppo un ora di traggetto e ci si  avicinavamo  a la casa, io pensato: “ eh! qua sì, se lavora; non gh’he xe gniente pi da far”.

ROVIGO

Al entrare alla casa subito mi recchai alla sala pranzo, dove gli altri integranti del grupo erano radunati per tardo pranzo. Pena entrato visi Andrea, e per sorpresa dei quasi-silensiosi comensali ella ed io abbiamo cominciato un “putiferio di basi e abrasi”, tanto é stato la folia, che abbiamo interroto il pranzo, mi sono introdutto a tutti dopo che, “gh’ho dito, non gh’he xe na scianta de vin, per far un bel brindise? E subito, gh’he xe venisto il Gary, che xe  il custod -che poi siamo diventá amisi, col vin e dei biceri per Marco, Alex, e io”.

Alla fine del pranzo, i ragazzi sono rimasti là, mentre Andrea ed io, ci siamo recati fuori, per una sigarreta, ed abbiamo deciso di fare due pasi, cominciava a fare fresco. Avremo caminato per due ore racontandoci gli sucessi che erano accaduti a ognuno nel anno che non ci siamo visti; e cosi parlando e caminando non ci saimo resi conto che il tempo cambiava, d’improviso cominció a piovere, abbiamo cominciato a correre e ci siamo fermati ad’una  osteria, nella quale abbiamo preso due ombrete “co l’ombrete gavemo fuma do sigarree; eh! anca tré”. Doppo, che abbiamo visto Gary con la machina e ci ha portato alla casa del polesan.

Quella sera, eravamo pena seduti a tavola con Don Valentino e  Marco rientrava con la luisa dell’Argentina (che per orari del suo volo é statta l’utima in arrivare), una altra volta “gavemo fa un putiferio de besi e abrassi, cosa gavara pensa Don Valenti? Gh’ho pensa per me dentri”  Dopo che finita la cena, Don Valentino si é ritirato, e noi tutti ci siamo agruppati per lavorare, fu un lavoro da tre ore, dove si agiorno a i ragazzi del lavoro fatto per un anno da Andrea, Gianni, Jean-Pier, Luisa ed Io. Di questa prima sessione di lavoro dal quale si  é concluso che ognuno doveva portare delle idee, su quello che si aveva fatto e su quello che si potrebbe fare nel futuro, per essere sottoposta al gruppo la seguente sera.

TREVISO

Quale é stata la mia sorpresa che il nostro rientro non fu, nei giorni seguente, seno pasato le nove di sera doppo le concepite visite ai enti regionali “e gh’he xé, na caterva”, per cui i lavori non si cominciavano seno tarda notte e si finivano alla mattinata, lasciandoci  poche ore di sonno. Il quinto giorno, gia traslocati a Rovigo ci siamo reuniti con L'assesore dei Flussi Migratori, Arch. Oscar DeBona, il vice-presidente della Consulta, Sig. Giorgio Beghetto, ed i rapresentanti giovanili di tutte le associazione venete per sporre i risultati di questi giorni piu quelli d’un anno di lavoro doppo la reunione de la Consulta a Bento Gonçalvez. Dopo di che abbiamo sbozato un programa di lavoro, con nuovi membre del comitato giovani ed un nuovo nome. Questo Comitato di Giovani, che non à un scopo lucrativo lavorerá trasversalmente con tutte le Federazioni e Associazioni Venete scritte al Albo Regionale.

Questo incontro non solo a servito per radunare i giovani veneti del italia e nel mondo intero, se no che a creato un sentimento di calida accolienza a tutti noi, per cosi sentirci a casa. L’evento a concluso con una bella messa e una ultima tavola di lavoro, dà dove si sono ragiunte le concluzioni che sarano presentate alla Consulta il giorno 10 di Novembre a Mendoza, Argentina. Doppo che, c’è stato un buffet e la partenza in cui mie amici: Andrea, Alviero, Luisa, Rodrigo sono partiti per primi, e questa volta tanti sono stati gli abracci e i bacci conmoventi, gìa che a nessuno piace veder partire GLI AMICI. Se parliamo adesso di me, io sono seduto nella poltrona del aereo che  mi porterà di nuovo in Venezuela, scrivendo questo articolo e rivivendo le sperienze fate in questi dieci giorno di soggiorno a Rovigo, col cuore pieno di gioia, per che ho avuto l’opportunità di fare nuovi amici.

Vorrei ringraziare ad Adela, Andrea, Antonella, Cynthia, Elisa, Luisa, Marina, Sabrina, Alex, Alessandro, Alviero, Bruno, Marco, Massimo (detto: Gary), Rodrigo, e Robert che mi hanno oferto una amicizia sensa interese........................ a presto amici...Richard.