Il Comitato Giovani Veneti all’Estero è espressione concreta della volontà dei giovani di origine veneta sia di essere componenti attivi nella promozione del “Sistema Veneto” presso le rispettive realtà estere che di proporsi come organo di rappresentanza istituzionale e si pone come obiettivo primario lo sviluppo di iniziative bilaterali che portino benefici socio-economici-culturali reali e duraturi.

II° Incontro Giovani Veneti all’Estero (2007)

Porte e finestre
Durante il soggiorno di questo II° Incontro Giovani Veneti All’Estero in unione al Coordinamento Regionale Giovani Veneti, mi sono imbattuto con la frase “quando Dio chiude una porte; apre sempre una finestra”; ma, questa frase cosi semplice porta in sé il germoglio di una grande realtà.

Cercando questa realtà, mi sono trovato a camminare per le vie delle varie città, come parte del programma organizzato dalla Regione. Tante volte in passato avevo percorso quelle stesse strade, ma questa volta era diverso perché ad un certo punto mi sono reso conto che stavo osservando e analizzando le diverse porte e finestre delle case, dei negozi, degli edifici, ecc. Da questo breve e pedonale studio sono arrivato alla conclusione che le persone hanno qualcosa in comune con le porte e le finestre degli edifici. Potrei dire che le porte rappresentano il limite da dove le idee avanzano verso la realtà, così come le persone passano attraverso di loro; le finestre invece rappresentano il limite che mostra, ma, non lascia passare queste idee, proprio come le persone. La porta evoca il fatto, l’esecuzione, la persona stessa, mentre la finestra evoca di più la personalità.

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Succede sempre in qualunque tipo di incontro, raduno, ecc. dove si mettono in discussione le diverse persone con le loro proprie personalità. Voglio dire che un incontro è come una casa, dove è un continuo  aprire e chiudere di porte e finestre. Questo aprirsi e chiudersi di porte e finestre è come il dialogo tra le persone dove le idee e le azioni escono o rimangono dentro. Se le porte e le finestre si aprono, lasciano vedere e uscire quanto custodito al loro interno, ovvero l’idea; se invece le porte e le finestre vengono tenute chiuse, allora ciò che vi è dentro non può né essere visto né uscire, e l’idea o le idee rimangono quindi all’oscuro senza divenire mai realtà.  Ma, per diventare realtà le idee non devono soltanto mostrarsi attraverso le finestre, ma devono passare attraverso la porta e andare verso la luce, dove si trasformano da idee in azioni, che vuol dire la realtà.

Sono arrivato a Belluno il 25 Giugno, a mezzogiorno, e come accade in questi incontri ho ritrovato vecchi amici che avevo conosciuto in occasione degli incontri precedenti, e di nuovi giovani rappresentanti che magari potrò chiamare amici alla fine. Ed é cosi che vecchie e nuove porte e finestre si sono aperte e/o chiuse. In questo incontro c’erano porte e finestre: vecchie e giovani, grandi e piccole, larghe e strette, lunghe e corte; ma, quello che più mi ha colpito è stato trovare chiuse quelle porte e quelle finestre che credevo spalancate, e viceversa. Allora, mi dissi: “che succede, vediamo un pò...” ed ho cominciato a osservarle. E allora ho trovato che ci sono porte e finestre diverse: con o senza balconi, con o senza davanzale, ornate o semplici, con o senza fiori, con o senza vetri, con o senza tende, con o senza arrampicanti; e cosi le imposte (visee?), che, anche se sono aperte o chiuse, sono tutte belle e soprattutto ognuna ha una sua particolare e distintiva caratteristica, anche se alcune idee sono chiuse dentro.

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Le varietà di queste porte e finestre non solo raggruppano i membri del Comitato Giovani Veneti All’estero, del Coordinamento Regionale Giovani Veneti e le autorità della Regione Veneto; ma tutti coloro che in un modo o l’altro hanno partecipato, parlando in una sola lingua e con una sola voce: i giovani. Anche se alla fine è stata una sola voce, devo fare onore a quelle porte e finestre che hanno fatto sì che questo incontro abbia avuto una voce unanime.
Le porte e finestre del Coordinamento Regionale Giovani Veneti sotto la coordinazione di Federica De Rossi e Marco Di Lello, hanno proposto:

“.... Creare un Corso di Lingua Italiana per Docenti; rivolto a un (1) docente per ogni Federazione Veneta all’Estero. Saranno 30 giorni circa di soggiorno , verrebbero coinvolte le associazioni Storiche del  Veneto con un percorso Formativo e di Conoscenza del territorio e della cultura veneta.

Creare una Banca dati degli oriundi veneti all’estero, organizzata secondo le professionalità. A questo progetto potrebbero partecipare tutte le associazioni, i comitati, i gruppi, ecc, a livello mondiale.

Un progetto scambi in entrata ed in uscita con soggiorno in famiglia. Ogni associazione veneta avrà l’incarico di trovare il veneto che verrà ospitato e la relativa famiglia ospitante in loco....”

Le porte e finestre dall’Estero sono state diverse, anche queste con il coordinamento di una: quella di Andrea Boschiero, dall’ Uruguay, che disse:

“...Necessità di  coordinare congiuntamente la logistica e l’organizzazione dei futuri Incontri tra i due Comitati. Si propone di usare la Casa del Polesano come sede unica per i futuri incontri dei Comitati. Utilizzare video conferenze per l‘area continentale, almeno tre (3) volte all’anno con i Paesi integranti. Migliorare la comunicazione tra il Comitato ed il Coordinamento in Italia. Di ogni comunicazione o riunione verrà data notizia al coordinatore del Comitato oltre Oceano via e-mail. Includere il materiale di divulgazione ufficiale (pubblicità, comunicazioni istituzionali, ecc.) anche in lingua Portoghese (Brasile)...Usare il logo del Comitato anche come logo del Coordinamento...”

Aggiungendo:

“...nell’anno in corso si sta facendo: La Mostra del Pó, cortesia dei Polesani nel Mondo ad Uruguay fará il giro di tutti i paesi integranti del Comitato Giovani Veneti all’Estero. Si stanno definendo gli ultimi dettagli del programma E-Youth, verso Un Sistema Auto-Generativo di Formazione per l’Identità Culturale, proposta da Union Camere del Veneto, Veneziani nel Mondo, Università Ca’ Foscari. (Gli integranti del Comitato hanno ricevuto il bando del progetto)...”

Ma, non sarebbe giusto non lasciar vedere quanto c’è dietro altre porte e finestre, aperte sul Bellunese:
La porta-finestra di Argentina, sottolineava la necessità

“...di riservare maggior tempo di lavoro ai partecipanti nei prossimi incontri ufficiali. In particolare, ha evidenziato come le relazioni vadano avanti quando le persone si conoscono meglio, si vogliono bene e si rispettano.”

La porta-finestra del Brasile ha sottolineato il bisogno di permanenza dei membri per un tempo ragionevole, e la sua dedicazione per il benessere dei giovani veneti ovunque. La porta-finestra del Sud-Africa ha evidenziato quanto segue:

 “... se da un lato ci sono giovani entusiasti come me in alcune associazioni venete, dall’altro appare fondamentale il ruolo di guida dei giovani che superano i 35 anni d’età.

Inoltre, Marco Di Lello aggiunse che, considerando che ogni Coordinamento-Comitato debba avere due rappresentanti, uno dei due possa rispettare il limite di età...” 

Cosi, la porta-finestra dell’ Uruguay ha dimostrato l’importanza di avere un buon inizio, come quello che ha caratterizzato i loro primi due anni del Comitato. La porta-finestra dell’Australia si è dimostrata un po’ distante ma pur sempre vivace. La porta-finestra del Canada ha avanzato l’ipotesi di un gemellaggio e della mutua cooperazione tra le associazioni. Infine la porta-finestra del Venezuela che ha accolto la sfida iniziata da Uruguay, come prossima coordinazione del Comitato.

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In breve potremmo segnalare le proposte lanciate da alcune porte-finestre regionali: dal Bellunese la disponibilità a rendersi utile laddove necessario. Dal Polesine la chiarezza di ragionamento per risolvere problemi e superare difficoltà. Del tricolore Dal Trevigiano con il bisogno di costruire ponti culturali, professionali, ecc. dove un tempo ci furono, ma poi le circostanze li hanno distrutti. Dal Vicentino mostrando che la gioventù, ormai, supera i 29 anni di età; e dal Padovano, con la saggezza dei grandi dottori, che hanno documentato l’intero evento.

Così, dopo che tutte le porte e finestre sono state aperte, dimostrando prima e poi lasciando uscire le idee sotto forma di azioni, è possibile capire che la saggezza che si cerca si trova nella necessità di avere più porte e finestre aperte che chiuse, per poter sviluppare le idee già create e per creare delle nuove, senza dimenticare il lavoro fatto e la sfida che porta la gioventù.